A ottobre i gabbiani diventano padroni del lungomare. Le concessioni hanno chiuso gli ombrelloni, le palme proiettano un'ombra più lunga, la luce dell'Adriatico si fa obliqua e dilatata. È la stagione che pochi conoscono di una città di mare italiana: quando i ristoranti tornano a vivere per i locali, quando il rumore del traffico si abbassa di due tacche, quando il tempo — quel tempo lento che la scrittura chiede e che ovunque sembra perduto — riappare nelle ore.

Il silenzio vero, in Italia, è più difficile da trovare di quanto si dica. I borghi dell'entroterra hanno trattori, campane, cani; le città grandi hanno la propria voce permanente; le località turistiche, anche d'inverno, mantengono un sottofondo di passaggio. Le città costiere fuori stagione restano una delle poche risposte concrete, ed è una risposta che molti scrittori italiani — e stranieri — riscoprono di anno in anno. La Tana dei Dalmatini è una delle case in cui questo è possibile.

Perché San Benedetto, perché l'inverno

L'Adriatico marchigiano gode di un microclima mediterraneo: la media invernale stagionale è intorno ai 7°C, in gennaio le massime si attestano sugli 11°C e le minime sui 6°C. Capita la neve, capitano notti di gelo, ma nella maggior parte dei giorni l'inverno è grigio-tiepido — del tipo che permette una passeggiata al molo dopo pranzo senza necessità di troppi strati. Non è un clima da deserto californiano, ma è abbastanza mite da non costringere a restare chiusi in casa per settimane.

La città in bassa stagione è una città vera. Il centro pedonale resta percorribile a piedi, l'edicola apre alle 7, i bar storici (Caffè Florian su Viale Secondo Moretti, Antico Caffè Soriano su Viale Buozzi) restano aperti a frequentazione locale, una decina di ristoranti tengono aperto anche in dicembre–febbraio. La Biblioteca Comunale Giuseppe Lesca — in Viale Alcide De Gasperi 124, a circa 700 metri dalla casa — è aperta lunedì–venerdì 8:30–19:30, sabato 8:30–13:00, ingresso gratuito. È uno dei posti pubblici migliori della città per chi cerca un secondo spazio di lavoro fuori casa, soprattutto nei pomeriggi più piovosi.

Collegamenti: la stazione di San Benedetto è sulla dorsale adriatica, a 650 metri dalla casa. Da Bologna ci si arriva in circa 3h in Frecciarossa, Frecciabianca o Intercity (di norma diretti); da Roma in 3h–3h30; da Milano i Frecciarossa diretti della linea Adriatica (proseguono per Bari/Lecce con fermata a SBT) impiegano circa 4h–4h30. Per chi viene dall'estero, l'aeroporto di Ancona (75 km) e quello di Pescara (75 km) sono i più vicini. Orari aggiornati: trenitalia.com / italotreno.it.

La giornata, come potrebbe disegnarsi

Una delle poltrone del salotto, accanto alla libreria di famiglia

Non c'è una giornata giusta — c'è quella che funziona per voi. Quella che segue è la struttura che molti scrittori (italiani e stranieri) hanno raccontato di aver trovato spontaneamente, qui da noi:

  • Mattino · caffè in casa, due–tre ore di scrittura al grande tavolo del salotto. La luce entra dalla vetrata sul giardino — è filtrata, non aggressiva, e cambia lentamente nel corso della mattina. Le finestre danno su un cortile interno chiuso e non sulla strada: il rumore esterno arriva attutito.
  • Tarda mattina · uscita di mezz'ora. A dieci minuti a piedi c'è il lungomare; a quattro minuti il centro pedonale per un caffè e l'edicola; a otto minuti il Molo Sud, un chilometro di pietra che entra nel mare aperto.
  • Pranzo · leggero in casa (la cucina è attrezzata, c'è un piano induzione, microonde, una macchina da caffè a capsule) o in una osteria del centro che resta aperta in bassa stagione.
  • Pomeriggio · secondo blocco di scrittura o revisione. Per chi preferisce cambiare aria, la Biblioteca Lesca è a otto minuti a piedi: scrivanie, silenzio strutturale, internet pubblico.
  • Sera · cena fuori (quindici ristoranti nel raggio di cento metri dalla porta) o in casa, prima di una passeggiata al porto. Il faro azzurro alla punta del Molo Sud è uno dei posti più suggestivi della costa d'inverno — vuoto, ventoso, esattamente come serve a chi finisce un capitolo difficile.

Cosa c'è in casa che conta per uno scrittore

Lo scrittoio nella seconda camera · si può lasciare qui o spostare nella matrimoniale, a seconda di come lavorate
  • Uno scrittoio bianco vero nella seconda camera, accanto alla finestra. Può restare lì oppure essere spostato in matrimoniale, a seconda di dove preferite lavorare di mattina presto.
  • Un grande tavolo nel salotto, comodo per chi ha bisogno di stendere appunti, manoscritti, fonti — non solo un laptop. È il tavolo dove la maggior parte degli ospiti finisce per lavorare nel corso della giornata.
  • Wi-Fi in fibra in tutta la casa, con un router e un booster: copertura piena anche nelle camere e nel giardino. Per chi è abituato al backup, c'è anche segnale 4G/5G ottimo nella zona.
  • Una libreria di famiglia con centinaia di volumi, in prevalenza in italiano: narrativa contemporanea, classici, saggistica, alcune monografie d'arte. Non è un servizio — è una compagnia. Chi sa leggere libri di altri trova spesso una via per i propri.
  • Silenzio acustico ragionevole: muri spessi, posizione interna rispetto alla strada (le vetrate danno sul cortile chiuso del giardino). Non è una sound-proof studio, ma è significativamente più silenzioso di un appartamento medio in centro città.
  • Cucina attrezzata per chi non vuole dipendere dai ristoranti: piano induzione, forno, microonde, frigo, macchina caffè a capsule, bollitore. In una settimana di flusso di lavoro, sapere di poter mangiare in casa quando il capitolo non vuole chiudersi cambia la giornata.

DALLA GUIDA

Il giardino · pagina dedicata

Centodieci metri quadrati di prato recintato con palme, lettini, ortensie. In inverno è più silenzioso che mai.

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Durate, costo, prenotazione

In bassa stagione (orientativamente ottobre–aprile, salvo periodi di festività) accettiamo soggiorni lunghi su accordo personale — settimane intere o mensilità. Le tariffe scendono significativamente rispetto all'estate, e per soggiorni a partire dalle due settimane si può discutere un prezzo dedicato. L'ordine di grandezza è ben sotto quello dei retreat strutturati per scrittori (che spesso partono dai €1.500 a settimana), pur essendo la casa intera, non una stanza condivisa.

Il modo migliore per prenotare un soggiorno lungo di scrittura è scriverci direttamente — non passare attraverso Booking o Airbnb. Includete date orientative, una breve presentazione di chi siete (il libro su cui lavorate, il tipo di giornata che immaginate, eventuali animali al seguito), e qualsiasi esigenza specifica. Vi rispondiamo personalmente. Non è un canale automatizzato: è il modo in cui abbiamo sempre lavorato con gli ospiti che restano a lungo.

Cosa La Tana NON è

Per onestà — e perché conviene anche a chi prenota — vale la pena dire cosa non aspettarsi. La Tana non è una residenza strutturata per artisti, con altri scrittori, momenti collettivi, mentor in casa. Siete soli, fate da soli, organizzate la giornata da soli. Non c'è un facilitator, non c'è un programma. Non c'è cibo incluso — c'è una cucina e il centro a cento metri. Non è uno studio dedicato sound-proof: è una casa di famiglia, ben tenuta, silenziosa per gli standard cittadini, ma una casa. E non c'è — almeno non in modo automatico — un ambiente di altri scrittori con cui confrontarsi: per quello esistono i retreat strutturati italiani (Lo Spazio Letterario a Bologna, Dimore Letterarie con sedi in Romagna, Toscana, Puglia, Bogliasco Foundation in Liguria per autori internazionali), e sono un'altra esperienza, diversa.

FONTE ESTERNA

Fonte · Lo Spazio Letterario · residenze 2026

Residenze di scrittura strutturate a Bologna · una buona alternativa per chi cerca confronto e mentorship.

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Per chi questo funziona

  • Per chi sta finendo una bozza estesa — un romanzo nelle ultime cinquanta pagine, una saggistica nel capitolo di sintesi, una sceneggiatura nel terzo atto. La casa è particolarmente buona per la fase di chiusura, dove serve continuità di ore e poche interruzioni.
  • Per chi vuole un periodo di scrittura libera senza programma — un mese sabbatico, un blocco di tre settimane fra due progetti, una pausa autoindotta dalla routine quotidiana.
  • Per chi cerca un'alternativa più economica e più libera rispetto ai retreat strutturati ad alto costo — pagando solo la casa, decidendo da soli orari e ritmo, senza obbligo di partecipare a momenti collettivi.
  • Per chi torna ogni anno alla stessa stagione. È la cosa che amiamo di più: gli ospiti che hanno scelto la prima settimana di novembre, o gennaio, o marzo, e tornano a quella settimana ogni anno. Le abitudini di un ritorno fanno parte della scrittura.

Quando la casa si presta anche ad altro

Capita che la casa, fra una prenotazione e l'altra, ospiti anche piccoli momenti diversi: workshop intimi, sessioni di pratica, residenze brevi di gruppo. Non è la priorità — la priorità resta l'ospitalità classica — ma se l'idea è in linea con il carattere della casa (intima, di otto-dieci persone al massimo, nei mesi più tranquilli) ne parliamo volentieri.

DALLA GUIDA

Quando la casa diventa altro · workshop e residenze

La pagina dedicata · cosa abbiamo già ospitato e cosa accogliamo nei mesi più tranquilli.

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DALLA GUIDA

I dalmatini di casa · la storia del nome

Quattro cani sono passati da queste stanze. Una piccola storia che spiega il carattere della casa.

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In chiusura

Una settimana di scrittura in una città di mare fuori stagione è una cosa che ci si autoconcede una volta nella vita e poi, spesso, si ripete. Le ore lente, la luce obliqua, i gabbiani al porto a fine pomeriggio, il rumore del proprio passo sui sassi del molo, il libro che avanza di trenta pagine senza che ce ne si accorga. Non garantiamo niente di tutto questo — non possiamo. Ma sappiamo che la casa è stata, per chi è venuto a cercarlo, un posto dove era più facile che succedesse.